La mia missione è di cercare la verità, di stimolarvi e accompagnarvi a fare altrettanto perché la verità ci rende liberi.

Ti sei mai chiesto: “Qual è il significato della vita?
Quando ti succede un dispiacere ti chiedi: “C’è uno scopo per la mia sofferenza?
Oppure:” Ti senti confuso quando le idee religiose sono in conflitto direttamente con i fatti scientifici?

E a queste domande, hai una risposta concreta?

Perché esistono il male e la sofferenza?
Come possiamo raggiungere nel mondo una pace duratura?
Esiste una vita intelligente su altri pianeti?
Qual è il proposito di Dio per la mia vita?
Come posso diventare una persona più felice e soddisfatta?
Chi è Gesù? Che cosa insegnò?
Dov’è lui adesso? Verrà di nuovo?
C’è vita dopo la morte

Com’è il Paradiso?

L’immagine di Gesù dipinta da Akiane Kramarik

A tal proposito vi rimando alle parole del Maestro sul Monte Uliveto qui documentate in Urantia
(Fascicolo 176, capitoli 3-7)

176:3.7 (1917.3) La verità è vivente; lo Spirito della Verità conduce sempre i figli della luce nei nuovi regni della realtà spirituale e del servizio divino. La verità non vi è data perché la cristallizziate in forme fisse, sicure ed onorate. La vostra rivelazione della verità deve essere elevata passando per la vostra esperienza personale, in modo che una nuova bellezza e reali guadagni spirituali saranno rivelati a tutti coloro che osservano i vostri frutti spirituali ed in conseguenza di ciò siano portati a glorificare il Padre che è nei cieli. Solo quei fedeli servitori che crescono in tal modo nella conoscenza della verità e che sviluppano così la capacità di apprezzamento divino delle realtà spirituali possono sperare di “partecipare pienamente della gioia del loro Signore”. Quale triste visione per le generazioni successive dei professati seguaci di Gesù il dire, a proposito della loro gestione della verità divina: “Ecco, Maestro, è la verità che ci hai affidato cento o mille anni fa. Non abbiamo perso nulla; abbiamo preservato fedelmente tutto ciò che ci hai dato; non abbiamo consentito alcun cambiamento a ciò che ci hai insegnato; ecco qui la verità che ci hai dato.” Ma una tale giustificazione concernente l’indolenza spirituale non giustificherà agli occhi del Padrone l’amministratore improduttivo della verità. Conformemente alla verità affidata alle vostre mani il Padrone della verità esigerà un resoconto.

176:3.8 (1918.1) Nel prossimo mondo vi sarà chiesto di rendere conto delle vostre dotazioni e della gestione di questo mondo. Che i vostri talenti innati siano pochi o molti, si deve affrontare un rendiconto giusto e misericordioso. Se le doti sono usate soltanto per fini egoistici e non si concede alcuna attenzione al dovere superiore di ottenere un raccolto maggiore dei frutti dello spirito, quali sono manifestati nel servizio in continua espansione degli uomini e nell’adorazione di Dio, questi amministratori egoisti devono accettare le conseguenze della loro scelta deliberata.

176:3.9 (1918.2) E quanto tutti i mortali egoisti assomigliano molto a questo servo infedele con un solo talento che incolpò della propria indolenza direttamente il suo padrone. Quanto è incline l’uomo, quando è posto di fronte agli errori del suo stesso agire, ad incolpare gli altri, spesse volte coloro che meno lo meritano!

176:3.10 (1918.3) Gesù disse quella sera al momento di andare a riposare: “Voi avete ricevuto generosamente; perciò dovreste donare generosamente la verità del cielo, e nel donarla, questa verità si moltiplicherà e rivelerà la luce crescente della grazia salvifica, proprio mentre voi la dispenserete.”