Forse dobbiamo fare un po’ di chiarezza: troppe sono le congetture personali che circolano
oggigiorno sulle nostre origini.
Tutto il genere umano nelle sue molteplici diversità (e parlo dei tipi planetari fisici che
possono essere: atmosferici, elementari, gravitazionali, termici, elettrici, energizzanti, non
denominati ecc.) si accinge alla sua prima esperienza su un mondo materiale come carne
umana. Anche Gesù ha accettato questa umile sorte accantonando le sue prerogative di deità
quando duemila anni fa scese tra noi, ma la Sua è una storia di diverso spessore.
Se è pur vero che i pellegrini dello spazio vagano da un’ Universo all’altro, da una
Costellazione all’altra in base al grado di spiritualità raggiunto, fino a che siamo forniti di un
corpo materiale non può esserci nessun ricordo. Tutti siamo assoggettati alle leggi della
materia. L’unica memoria garantita è la memoria cellulare lasciata dalle precedenti
generazioni.
Perciò sarà bene per noi che ci limitiamo a fare nel modo migliore ciò che ci è concesso da
questa condizione umana .
Per il nostro bene e per quello degli altri, non c’è concesso nessun ricordo della nostra
eventuale origine superiore. Se siamo tornati per qualche compito terreno sui pianeti di
origine, lo dobbiamo scoprire vivendo e nemmeno dobbiamo vivere col peso della perdita della divinità degli Angeli caduti. Saremo Déi abilitati quando alla fine del nostro tempo
verremo abbracciati dalla Trinità. E potremmo vedere il SUO volto sedendoci al SUO
fianco.
I pellegrini ascendenti dei mondi materiali umani non vanno confusi con gli Angeli, i loro
Fratelli di altra natura. Nemmeno con i creatori, con gli antichi dei giorni, con gli intermedi e
tanti tanti altri tipi di figli, ma il tempo di aprire gli occhi e scoprire da chi è abitato l’universo è
giunto.